Michele Gentile – Sogno
Coltivo un sogno abitato da solitudini.
Coltivo un sogno abitato da solitudini.
Ci sono sogni che intrappolano il cuore e nutrono l’anima.
Ho accarezzato un sogno, l’ho vissuto finché il destino me l’ha concesso. Vi ho rinunciato per ritornare alla realtà, ora anche lei mi prende a pugni nello stomaco. Ogni giorno la vita si porta via un po’ di me stessa. Che senso ha aver lasciato volare via le note che mi facevano volare, se anche il mio piccolo mondo cade a rotoli.
Il corpo di notte riposa, ma l’anima inizia il suo viaggio nei mondi inesplorati dei sogni, dove tutto è incomprensibile, ma realizzabile!
Nel mio quartiere, ogni giorno la vita faceva l’appello: per chi c’era, per chi doveva esserci, e per chi, come me non poteva rispondere “fuori servizio”.
Per esser sognatori ci vuole coraggio, il sogno sta sempre li, sospeso sulla cima di una ripida salita.
I miei sogni sono ribelli e nel cassetto non ci vogliono stare.