Michele Sannino – Tristezza
Non sono i segni del viso che ti parlano di me, ma le ferite che mi porto nel cuore.
Non sono i segni del viso che ti parlano di me, ma le ferite che mi porto nel cuore.
La pioggia lava via le orme dei passanti dalle strade, le lacrime lavano via il dolore, ma entrambi non potranno lavare via il ricordo di ciò che stato e vissuto, ed ogni volta che il passato busserà alla nostra porta, quella cicatrice si riaprirà sempre.
È sempre la persona a cui mostri il cuore che te lo ferisce.
A volte arrivi ad un certo punto della tua vita che si verifica una forma di resa, le sofferenze, come pure le delusioni ti debilitano e ti verrebbe voglia di mollare tutto e tutti perché le nostre forze sono al limite di sopportazione. Non vergognarti di chiedere aiuto a un cuore amico per dividere le tue sofferenze e piangere con lui allevierà il tuo dolore.
Se pur fai fatica ad andare avanti, pensa che lo vorrebbe anche chi non può. Se pur la tua strada è in salita pensa che i campioni hanno vinto le loro sfide superando i loro limiti, superando anche le salite. Se pur ti fa male fare tutto questo da solo pensa che la vita è fatta di solitudini, nonostante si vada avanti, fingendo anche di essere felici. Perché tu non puoi eguagliare in meglio chi, come te, se pure con le sue difficoltà, va avanti.
Come si può far del male a una persona che va in cerca solo di…
La morte di una persona, dovrebbe essere come si viene alla luce. Nonavere la vita attaccata ad un filo, insomma, che non dipenda da unamacchina che non fa altro di procurarti altro dolore, altra sofferenza che tifa pentire di aver vissuto. Se un uomo deve rimanere sdraiato un lettino peril resto dei suoi giorni, sarebbe meglio volare in un posto chiamato paradiso.