Michele Tommasini – Tristezza
Una spalla su cui piangere… una mano alla quale aggrapparmi, uno sguardo per non essere solo… un sorriso per un sorriso… nulla più.
Una spalla su cui piangere… una mano alla quale aggrapparmi, uno sguardo per non essere solo… un sorriso per un sorriso… nulla più.
Quando farai della tua sofferenza una cattedrale, tu diventerai il tuo unico Dio.
Ciò che mi fa incazzare è che domani riderai e gioirai con le tue amiche.Già dimentica dei giorni passati a dirmi del tuo volermi così tanto bene.C’è solo amarezza in questo cuore ferito, amarezza e amore. Ed entrambi bruciano troppo forte per estinguersi a breve.
Che tristezza, se fossimo soli nell’immensità dell’universo.
Ci sono momenti della vita in cui la disperazione prende il sopravvento su tutto il resto.
Perché gli uomini sono tristi? Perché hanno idee distorte e atteggiamenti sbagliati.
Anche con il perdono spesso le vecchie ferite restano vive.