Miguel de Cervantes y Saavedra – Cielo
Nessun limite eccetto il cielo.
Nessun limite eccetto il cielo.
Il cielo di città mi piace perché puzza di basso, di uomini. Il cielo di campagna invece mi fa paura. C’è solo roba del Signore, lassù: stelle, stelloni, nuvole al galoppo. E poi che mi mettevo a fare in campagna? A litigare con gli alberi? Quelli sono tranquilli, beati, ti fanno sentire uno sputo. La natura è tutta arrogante, è roba diretta del Signore, e giustamente un po’ di strafottenza ce l’ha.
Il cielo è il luogo preferito dei sogni, e il modo per rincorrerli è iniziare a volare.
Non spegni il sole se gli spari addosso.
Non guardare il cielo per essere sereno. Guardalo con serenità.
Il cielo oggi… lo vedo in bianco e nero!Domani avrà un colore diverso?
Il tramonto è la timidezza più poetica del cielo.