Milly Galati – Comportamento
Molto spesso sappiamo chi e cosa ci può far star bene eppure altrettante volte ci imponiamo di fare tutt’altro, di guardare altrove, di non ascoltarci; remandoci contro, mentendo a noi stessi e facendoci del male.
Molto spesso sappiamo chi e cosa ci può far star bene eppure altrettante volte ci imponiamo di fare tutt’altro, di guardare altrove, di non ascoltarci; remandoci contro, mentendo a noi stessi e facendoci del male.
Sono quello che sono, quello che vedi. Hai solo da scegliere se restare o se andare, ma non aspettare che io cambi. Moriresti nell’attesa.
Chi vive delle disgrazie altrui, a sua volta morirà disgraziato.
Temere il mutamento? Ma che cosa potrebbe mai prodursi senza mutamento? Che cosa v’è di più caro e familiare alla natura universale? Tu stesso, potresti forse farti il bagno caldo senza che la legna si trasformi? O nutrirti, senza il metabolismo degli alimenti? E quali altre operazioni utili potrebbero mai compiersi senza il mutamento? Non vedi, allora, come anche il tuo stesso mutare sia della stessa specie e ugualmente necessario alla natura universale?
Ho imparato… Che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa fare con queste…
Chi vive di male non vede il bene, neanche quando ce l’ha accanto.
Mi sono tante volte chiesta come dare “dignità” ai dementi, forse trattandoli come essere adulti e non come bimbi, forse riconoscendo una autodeterminazione sulle proprie scelte fino alla fine, forse salvaguardando la loro privacy… forse… una volta durante una trasmissione televisiva ho sentito “il segno della dignità di ognuno di noi dipende anche dallo sguardo dell’altro” ed ho capito che dovevo guardare i dementi con occhi nuovi. Quel giorno ho “sentito” il loro dolore e tutti i loro dolori.