Mirko Badiale – Libri
Lo scrittore è un uomo che dello stare solo ne ha fatto la sua migliore compagnia.
Lo scrittore è un uomo che dello stare solo ne ha fatto la sua migliore compagnia.
Spazio RiflessioneEsiste lo spazio inespresso.Se costruisci una casain questo spazio inespresso,le sue mura ne racchiudono una parte.Quella parte di spazio racchiuso esprime:conforto – ristoro – ospitalità – protezione -contatto con l’esterno attraverso aperture e chiusure.Un evento fa crollare la casae con essa si dissolvono le sue espressioni,mentre la parte di spazio racchiuso non dissolve,ricongiungendosi allo spazio inespresso.L’Anima(interiormente percepita)è comeun Silente Spazio Infinito,non ha origine e non ha fine.Essa vive esprimendosi attraverso la Natura.L’Universo – il Mare – la Montagna – la Valle- il Fiume – il Sasso – l’Albero – il Fiore -l’Aria – le Nuvole – gli Animali -il tuo Corpo con le sue Emozioni, Pensieri e Azioni;sono “le mura delle case” che indicanole molte parti espressive delSilente Spazio Infinito.La Menteesprime la conoscenza della Vitaattraverso concetti e congettureche sono le “mura-pensiero”costruite ad indicare le infinite partidel proprio Spazio Anima.L’Uomo creando assiomi e dogmicristallizza i concetti e le congettureassumendo atteggiamenticon espressioni e azioni innaturali.Poiché è come se volessi affermareche la Vita si esprime nell’essere aggrappataall’interno dello spessore delle “mura-concetto”e non nello spazio che esse indicano nel racchiuderlo.Tutto ciò accadde per qualsiasi dottrinareligiosa, sociale, culturale, personale.Fino a che lo scopo della tua vita è quellodi rafforzare sempre più l’appartenenza dell’essere:Musulmano – Ebreo – Cristiano – Buddista – Induista -Democristiano – Comunista – Socialista – Anarchico -Radicale – Verde – ed infiniti altri distinguo espressivi;non potrai percepire la ri-conciliazione e l’unionecon la Natura della tua Esistenza.Perderai sempre piùil senso di Comunione Universalecon qualsiasi espressione vivente.Solo recuperando in semplicità, il coraggiodi lasciar “Fluire” nello Spazio Interiore,il tuo “Consapevole Cuore”ti esprimerai secondo Natura.Uomose lungoil percorsodella tua Esistenzasciogli (come neve al sole)ogni affermazione d’appartenenzadell’Essere ai vari distinguo,ristorandoti Consapevolmentenell’abbraccio dell’Animaconoscerai che:il tuo corpole tue azionii tuoi pensierisonole mura della casache racchiudono partedi quell’Infinito Spazio Interiore.Nel tuo “Cuore” percepirail’espandersi dell’eterna brezza.Poichéqualsiasi evento potrà far crollareil tuo corpo coi tuoi pensieridissolvendo le tue azioni,ma nonl’Infinito Silente Spaziopercepito nella tua Consapevolezza.
“Abbiamo vinto!” gridò Ron, balzandogli davanti e bandendo la coppa d’argento. “Abbiamo vinto! Quattrocentocinquanta a centoquaranta! Abbiamo vinto!”Harry si guardò intorno; c’era Ginny che gli correva incontro: aveva un’espressione dura, splendente, e lo abbracciò. E senza riflettere, senza averlo premeditato, senza preoccuparsi del fatto che cinquanta persone li stavano guardando, Harry la baciò.
Non avevo altro a cui attaccarmi se non la fantasia e me la facevo bastare. Del resto non dovevo fare altro che fingere una vita parallela, per poi rifugiarmi nei miei sogni. Ed essere veramente felice.
È così povero che la vita la paga cara.
Il mio personale solstizio, l’inizio di una stagione che vivrò un giorno alla volta. M’involerò verso il futuro su ali intessute di mistero, senza guardarmi indietro. Tu sei tu e io sarò io, oggi e ancora oggi, e il futuro lasciamolo al domani. Lascia che siano le stelle a tenerci d’occhio. Che ciascuno di noi percorra la propria orbita, confidando che un giorno ci incontreremo ancora. Possa il nostro prossimo incontro essere non un ritrovarsi ma una dolce collisione di due destini!
Gil-galad sugli Elfi soleva regnare:Tristi cantano ora i menestrelliI giorni ancor liberi e belliDel suo regno tra i Monti e il Mare.La sua lancia era aguzza, la sua spada tagliente,E da lungi il suo elmo splendeva possente.Migliaia di stelle che in cielo raggiavanoNel suo scudo d’argento si rispecchiavano.Ma mille anni fa egli cavalcò via,E nessuno oggi sa dov’egli adesso sia;E la sua stella cadde nelle tenebre profonde,A Mordor dove la cupa ombra si diffonde.