Monica Cannatella – Stati d’Animo
Aspettare è un verbo che appartiene all’infinito, quindi non potrò mai smettere di farlo.
Aspettare è un verbo che appartiene all’infinito, quindi non potrò mai smettere di farlo.
Se ti affidi al vento emotivo, saprà spargerti tra le crepe di un cuore stanco. È lì che, contro ogni pronostico razionale, splendidamente fiorirai.
Il male della depravazione svigorisce la convulsione di una debole ribellione e mortifica ogni senso. Fine dolosa la rassegnazione, oltre il confine l’assenza. Pensare il malessere significa essere il male, o comprenderlo bene.
Ci sono baratri da cui è difficile quasi impossibile uscire e a volte ci si trincea dietro una maschera di follia, dietro finti sorrisi e solo quella maledetta grande voglia di vivere ti aiuta ad andare avanti.
Quante volte sono caduta e mi sono rialzata, quante volte ho visto il buio senza neanche uno spiraglio di luce, e quante volte ho pensati di non potercela fare, ho avuto paura, tanta paura di mollare, invece mi sono ribellata a queste paure, ho combattuto con tutta la mia forza e… ci sono riuscita, sono riuscita a vivere di nuovo, a sorridere di nuovo, a sperare di nuovo in un mondo migliore.
La solitudine ti ammala, ti avvelena ti fa morire dentro a volte (non è il mio caso) ma la solitudine aiuta, ti aiuta a capire tante cose e soprattutto ti aiuta a stare bene con te stesso! E stare bene con se stessi ci rende felici.
E anche oggi è andata, avrei preferito diversamente ma tutto serve, anche queste giornate così come vanno ti lasciano l’amaro delle cose che non avresti desiderato, la dolcezza dei piccoli attimi di serenità, lasciano segni e presenze, lasciano speranza e amarezze, ma finiscono e domani sarà quel che sarà.