Monica Cannatella – Stati d’Animo
Vorrei solo poter dimenticare tutto il male che mi è stato fatto ingiustamente.
Vorrei solo poter dimenticare tutto il male che mi è stato fatto ingiustamente.
L’incostanza è l’unica costante della mia esistenza.
Il mondo è l’arciere, e io sono il bersaglio. Mi sento senza protezione, nuda contro tutti coloro che indossano pellicce di infamia.
Ho perdonato me stessa, il presente continua a perdonare senza dimenticare.
Scissioni elettive. Li chiamo così i frammenti che saltano in aria come mine vaganti, a rischio scoppio, da quel mio me centrale che avrebbe bisogno di interezza. Proiezioni. Salti funambolici tra il trapezio del Sé e l’isoscele dell’Io. Tonalità. Crome e diesis che mi urlano dentro in sinfonie distorte e stonate. E più mi urlo, mi urlano, più m’insonorizzo e più non mi do retta. Il “no” è la mia ottava nota musicale. Mi sbatto gli occhi in faccia. Mi allontano, di schiena. C’è chi si prende le misure; io mi prendo le distanze.
È emozione guardarla con gli occhi lucidi, umidi di pianto. Lei che si commuove per un’improvvisa carezza, lei che si veste di meravigliosa semplicità.
Il tradimento! Mai lei l’avrebbe immaginato e questo la sconvolse e la travolse, da quel momento non fu più lei…