Nello Maruca – Abitudine
Per chi è abituato a faticare il lavoro è sollievo.
Per chi è abituato a faticare il lavoro è sollievo.
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma siamo “malati di abitudine”. Chi è abitudinario accetta qualsiasi cosa, qualsiasi dolore. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, che ci sono indifferenti, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, si è impotenti nel reagire. L’abitudine è il più spietato dei veleni, entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce poco a poco nutrendosi della nostra vita, e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi, ogni nostro gesto è condizionato, continuiamo ad “amare”, per abitudine, una persona “estranea”.
Il mulo traina il carro e il carrettiere si stanca.
Sono amica delle mie abitudini, non le lascio mai da sole e quando viaggio le porto con me.
Sovente le serpi si annidano in famiglia.
Il perno del povero è potersi migliorare.
L’abitudine è in qualche modo simile alla natura, giacché “spesso” e “sempre” sono vicini; la natura è di ciò che è sempre, l’abitudine di ciò che è spesso.