Nello Maruca – Figli e bambini
I genitori sono attaccati ai loro figli non per la bellezza che si portano ma per l’immenso affetto che per essi colmano i loro cuori.
I genitori sono attaccati ai loro figli non per la bellezza che si portano ma per l’immenso affetto che per essi colmano i loro cuori.
Quando alla rabbia prevale l’odio anche il parente arrostisce e mangia la carne del consanguineo.
Il cuore decide per l’amore, la mente decide per gli affari.
“Mamma scusami se sono sporco” “Non ti chiedo niente ma tu promettimi” “Sssh!” “Promettimi che questa è l’ultima volta che vai a fare non so cosa di notte.”
Se vuoi pesare la sincerità dell’amico mettilo alla prova mostrandoti bisognoso. Vedrai il volto dell’ipocrisia.
La cattiveria segnala rodio interno.
“Che palle, sta storia.” Sta storia è la sua storia, la nostra storia, ma lui non vuole sentirla. Da piccolo era più curioso, più coraggioso, faceva qualche domanda in più. Guardava quel padre ragazzo, quella fotografia di Diego sul frigorifero, tenuta da una calamita, ingiallita dai vapori della cucina. Mi stringeva, mi restava addosso. Crescendo non ha più chiesto nulla. Il suo universo s’è ristretto ai suoi bisogni, ai suoi piccoli egoismi. Non ha voglia di complicarsi la vita, i pensieri. Per lui suo padre è Giuliano, è lui che lo ha accompagnato a scuola, che lo ha portato dal pediatra. È lui che gli ha dato quello schiaffo al mare, la volta che si è tuffato con poca acqua sotto.