Nello Maruca – Filosofia
Il peccato non perdonato dura in eterno, l’ira sfuma, indi, è pace.
Il peccato non perdonato dura in eterno, l’ira sfuma, indi, è pace.
Sempre più s’avvicina la lontananza, sempre più cresce la distanza.
Il pensiero è il seme di un frutto che può maturare se libra nell’Essere.
Se riuscissimo, come comanda iddio, a tenere a freno i propri nervi e se sapessimo…
Anziché perdere tutto da solo è meglio dividere i beni in più parti.
Come quasi tutti gli ex-marxisti della mia generazione, ero un neofita del liberalismo, e nel mio entusiasmo semplicistico e ignorante lo usavo come una mazza. In sostanza, non facevo altro che adoperare il liberalismo per semplificare indebitamente la realtà, più o meno come si faceva pochi anni prima usando il marxismo. Rimaneva invariato l’atteggiamento psicologico, la presunzione semplificante. Avevo cambiato le mie idee per rimanere identico a me stesso. Di fronte alla richiesta di occuparsi seriamente e concretamente dei problemi delle donne, degli omosessuali, della gente scura di pelle, l’importante era disporre di un’elegante via di scampo. Non era poi così essenziale che, mentre anni prima la scappatoia era l’appello alla lotta di classe e a una perfetta rivoluzione, negli anni ottanta, con la crisi del marxismo, si fosse resa disponibile un’altra chiave universale: l’assolutezza dei criteri formali di uguaglianza. La sicumera rimaneva identica a se stessa.
Chi è amico di tutti non è amico di nessuno.