Oliver Goldsmith – Libri
Come gli scrittori diventano più numerosi, è naturale per i lettori diventare più indolenti.
Come gli scrittori diventano più numerosi, è naturale per i lettori diventare più indolenti.
Portami un wisky doppio, cameriere, nel senso che ne voglio due! (da Night Blues Moon)
Nella City: là soltanto, s’esaltano e gemono le muse. (da “Doppia vita”)
Ogni biografia è una storia universale.
Non riesco a saziarmi di libri. E sì che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità a possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l’oro, l’argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo, il bel podere, i dipinti, il destriero dall’elegante bardatura e le altre cose del genere, recano con sè un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di famigliarità attiva e penetrante.
Scriva tutto ciò che sente. Lo tiri fuori dall’anima, lo metta sulla carta e poi lo butti via. Dice la leggenda che il fiume Piedra è talmente freddo che tutto ciò che vi cade – foglie, insetti, piume – si trasforma in pietra. Chissà se non sarebbe una buona idea buttare nelle sue acque anche la sofferenza.(da “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”)
Una vita bene scritta è quasi tanto rara quanto una vita bene spesa.