John Milton – Libri
Meglio regnare all’Inferno, che servire in Paradiso.
Meglio regnare all’Inferno, che servire in Paradiso.
Che alcuni amino gli animali più degli umani, non sarà bello, ma è comprensibile.
Non uno: un milione. Non di corda, ma d’acciaio. Un milione di cavi d’acciaio che mi legavano ad una cosa sola; al centro dell’universo. Finalmente capii che l’universo ruotava intorno a quel punto. Non avevo mai colto la simmetria dell’universo, che adesso mi era chiara.
La fanciulla mi assorbiva totalmente, senza però che io mi unissi alla conversazione generale. La sentivo vivere e muoversi come racchiusa in una musica soave, e il delicato, profondo fascino del suo essere mi circondava denso, dolce e forte come il profumo di un fiore. Per quanto benefico ciò mi fosse, potei sentire senz’ombra di dubbio che la vista di lei non poteva quietarmi e saziarmi e che il dolore, se di nuovo fossi stato separato da lei, sarebbe diventato assai più tormentoso. Nella delicata persona di lei sembravano guardarmi la mia sorte e la fiorente primavera della mia vita, che dovevo afferrare e tenere, perchè non sarebbero più tornate. Non era un desiderio fisico di baci e di una notte d’amore… era piuttosto una lieta fiducia che in quella cara figura il mio destino volesse incontrarmi, e che l’anima di lei mi fosse affina e amica, e che la mia felicità dovesse anche essere la sua.
Come sembrava piccina! Will era stupito che quel viluppo di forza e fiamma che era Lyra da sveglia potesse sembrare così dolce e mite nel sonno.
In tutte le città setacciavo le biblioteche. Un libro dopo l’altro. Pochi mi dicevano qualcosa. Per lo più erano come polvere nella mia bocca, sabbia nella mia mente. Nessuno aveva niente a che vedere con me o con quel che provavo.
Con un’anitra di gomma non si è mai soli.