Omar Falworth – Vita
La vita è come il buon vino, va gustata a sorsi.
La vita è come il buon vino, va gustata a sorsi.
Nella mia vita tutto quello che ho me lo sono sempre sudata e guadagnata, con le mie sole forze non ho mai elemosinato ne strisciato per nessuno, e mai lo farò. Non vivo di ricchezze materiali, ma di ricchezze umane… sono quelle che contano per me!
Dacci oggi il nostro mare quotidiano.
La vita ha una grande, grandissima sala d’attesa. Fissi la porta di quell’ascensore che speri si spalanchi all’improvviso. C’eri arrivata, eri lì, ti avrebbe portato in alto, lì a quel settimo cielo di cui avevi sempre sognato le nuvole e gli angeli, ma qualcuno più veloce l’ha chiamato prima di te; pensavi andasse su, invece l’hanno chiamato da sotto: avrebbe fatto meglio a far salire te! E le vite di tutti sono porte scorrevoli di ascensori di antichi palazzi che hanno dentro storie, quadri appesi a chiodi arrugginiti, stanze, segrete, sotterranei, armadi abitati da scheletri, pareti umide e qualche ornamento sfarzoso qua e là. Quanti ritardatari e quanta gente rimasta giù in questa grandissima sala d’attesa. Si fanno anche bell’incontri di tanto in tanto, altre volte brutti, ma ad accomunarci questa stessa necessità di raccontarci le vite e di quella volta in cui abbiamo perso l’ascensore e siamo rimasti a terra. Non ti resta che aspettare che la porta si apra per portarti a casa tua, lì al piano che ti è stato assegnato.
La corazza che lo proteggeva dal mondo aveva delle incrinature, ma non si era infranta.
Ci sono persone che si cercano senza trovarsi mai. Altre invece che si trovano e non hanno il “coraggio” di lottare per rimanere insieme.
Dove non ci sono padroni, tutti sono padroni; dove tutti sono padroni, tutti sono schiavi.