Ornella Iennaco – Stati d’Animo
Si dice che fidarsi e bene, ma non fidarsi è meglio. Infatti mi sono sempre fidata, ma come sempre mi sono punta con le spine. Sono arrivata al punto di accarezzarle, perché ormai non mi fanno più male.
Si dice che fidarsi e bene, ma non fidarsi è meglio. Infatti mi sono sempre fidata, ma come sempre mi sono punta con le spine. Sono arrivata al punto di accarezzarle, perché ormai non mi fanno più male.
Ho visto talmente tante facce nel mondo che non mi meraviglio più di niente. Ringrazio solo me stessa che nel mio piccolo, con i miei errori, le mie delusioni, i miei pianti ho imparato a riconoscerle. Ho imparato a difendermi e non dar credito loro, alle loro belle parole, alle finte promesse.
Eravamo roccia, che non si sgretolava nemmeno sotto la peggiore tempesta. Oggi siamo foglie trasportate dal vento del momento. In balia di quel tifone chiamato “Falsità”. Eravamo persone, oggi spesso siamo solo qualcosa da usare, un pensiero o una necessità del momento. Restare roccia in questi casi a lungo andare è impossibile. Ecco che si diventa roccia “apparente” fuori e fragili foglie in balia delle paure dentro.
Non me ne frega niente, non mi interessa più niente ormai. Mi ritengo una persona che può permettersi dicamminare a testa alta, e chi come me può permetterselo non può lasciarsi fare a pezzi dalle parole dichi sa solo illudere. Io fatta di piccole cose semplici ma vere non posso permettere a chi non conosce sentimento di prendersi gioco dei miei.
Ci sono occhi che ti viaggiano dentro e ti tolgono tutto il fiato che hai in gola, ti fottono l’anima e ti lasciano così, in balia di emozioni che ti fanno tremare il cuore.
Le favole sono le vite che infrangono le regole. Le labbra che si incontrano in carezze che si vivono e non si replicano. Gli addii che non ti lasciano in ricordi che non muoiono ma si confondono.
Ogni volta che qualcuno mi interpreta, mi uccide; e poi mi fa resuscitare nella sua personale comprensione di me.