Oscar Wilde – Cucina
A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti.
A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti.
La sola vista di una bistecca ormai mi ripugna, l’odore di una che cuoce mi dà la nausea e l’idea che uno possa allevare delle bestie solo per assassinarle e mangiarsele mi ferisce.
Perdere un genitore può essere visto come una sfortuna; perderli entrambi è segno di trascuratezza.
Occorre che un nuovo edonismo ricrei la vita, salvandola da quell’aspro e goffo puritanesimo che ha avuto, ai nostri giorni, una strana rinascenza. Esso dovrà’ farsi forte dell’intelletto, certamente, ma dovrà’ anche rinnegare ogni teoria, ogni sistema che esige il sacrificio di una forma qualsiasi di esperienza passionale. Questo edonismo avrà’ per scopo l’esperienza stessa, e non i frutti dell’esperienza, dolci o amari che siano. Ignorerà’ tanto l’estetismo che addormenta i sensi, quanto la libidine che li attutisce. Ma insegnerà’ all’uomo l’arte di concentrarsi sui momenti di una vita che non è in se stessa che un momento.
Forse, dopo tutto, l’America non è mai stata scoperta. Io personalmente direi che è stata appena intravista.
La serietà è il rifugio del superficiale.
Non siamo mai così poco liberi come quando tentiamo di recitare.