Paola Bellini – Acqua
Solo nelle profondità del mare sono libera di volare.
Solo nelle profondità del mare sono libera di volare.
Amo il mare, cerco la sua presenza. Lui è come me profondo, calmo, tempestoso.
Tu che mi sentivi. Tu che mi hai sentito. Perché non canti più per me. Siamo così distanti. Eppure il mio grido ti arrivava. Lo sentivo dentro di te. Ora è un eco che si disperde nello spazio tempo. E io danzo e canto ancora per te. Vorrei che mi toccassi ed esplodessi nella mia scatola di cartone. Anche le stelle ci provano. Tentano in ogni momento. Poi muoiono. Ma non smettono. Non desiderano altro. Puoi biasimarle. Ti scaldano e ti illuminano, ti illuminano e ti scaldano. E tu le ami. La sete ti sfinisce. Perché non ti disseti. Una brocca d’acqua nell’oceano. Ti acceca come un faro nel nero buio. Cammini sulle orme della gente che fu. Il sole non le tocca. E sono gelide e buie come una caverna di ghiaccio. È una lingua dura e secca. Ma sente ancora il sapore dell’acqua.
Gocce di pioggia che ticchettano come lancette.
Sprecate pure le parole e le occasioni, ma non l’acqua.
È delizioso restare immersi in questa specie di luce liquida che fa di noi degli esseri diversi e sospesi.
L’acqua chiara rende pure le nostre anime, l’acqua torbida le imputridisce.