Paolo Di Grazia – Cielo
Il buio è solo una visione distorta del mondo e anche nelle notti più scure ci saranno milioni di stelle ad illuminare l’universo, ma quando il primo raggio arriverà sarà come il sole nel cuore per mille anni.
Il buio è solo una visione distorta del mondo e anche nelle notti più scure ci saranno milioni di stelle ad illuminare l’universo, ma quando il primo raggio arriverà sarà come il sole nel cuore per mille anni.
Un cielo con numero d’inventario. Un Dio pagatore di imposte.
Quando il cielo si colora, del nuovo giorno è l’ora.
Chi governa il cielo, vide che tutto questo era buono: e… un altro giorno chinò la sua luce nelle braccia di Morfeo lasciando posto alla notte!
Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria.
Non si discute con gli irragionevoli e disposti a tutto, i figli di Dio. Appartengono a Dio, alla malvagità senza nome. Il bene non discute con il male, perché tutte le verità già si conoscono, esistono già nelle persone, perino nelle cose inanimate. Semmai è Dio che deve trovare in sé il coraggio, l’imparzialità e la divinità necessarie per uscire dal casino dove adesso si trova a causa della maledizione che ha scagliato, per possedere, per soddisfare l’invidia del figlio Cristo. Per costruire l’infinito, dando a questo universo uno spirito che non può reggere, abbattendo la Torre di Babele di oggi, ossia qualcuno che custodiva in sé verità che potevano mettere in discussione la sua giustizia. Questa torre non aveva più di lui, ma era matematicamente e obiettivamente, senza vanità, di più. Dio deve sempre togliere agli altri lo spirito che lui e i suoi non hanno, e costruire lo splendore del suo universo. Salvare dalla vanità è la maschera degli dèi, degli angeli, i maghi del tempo. Il Padre, il serpente, avrebbe potuto salvarsi da questo infinito scandaloso, limitato, dimostrare di essere, anche andando contro di loro, contro il suo sangue e le ombre, contro la parte peggiore di Lui che lo specchio dell’anima gli rimanda. Ma ovviamente non può farlo, e non può pretendere che lo faccia qualcun altro al suo posto. Ogni essere vivente, incluso l’Onnipotente, deve affrontare, prima o poi, i demoni peggiori in assoluto, i propri.
Perché molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.