Asia Paglino – Cielo
E capire dove finisce il mare è come voler toccare l’orizzonte.
E capire dove finisce il mare è come voler toccare l’orizzonte.
Il cielo non è mai stato razzista.
Apriti a me cielo, fammi respirare un po’ d’aria positiva!
Quando guardo il cielo penso alle stelle silenziose, che senza far rumore, ma brillando di luce propria, ci osservano e stanno, ancora una volta, zitte. Il mio sguardo si perde nell’infinità del cielo e così anche i miei pensieri volano lontano. Mi incanto a guardare quella bellezza che anche di giorno, quando il mondo è sveglio, mi attrae e mi rende felice. Il suo colore quando il sole è alto e non ci sono nuvole è stupendo. Al tramonto poi rende tutto magico. I colori danzano fra di loro e formano un manto di luce che piano piano fa posto al blu della notte. Osservando il cielo mi perdo, ma nello stesso tempo perdendomi nella sua immensità, ne faccio parte.
È che ho il vizio di amare fino a scoppiare, amare fino a farmi male.
Quando il cielo notturno è terso, il pensiero dominante è rivolto al sole, possibile protagonista del giorno che verrà, e ai suoi benefici influssi che guideranno i miei passi.
Dove finisce il cielo? Dove comincia il cielo? Cos’è più buio del buio?