Paolo Villaggio – Verità e Menzogna
Sono inviperito per questa tendenza che esiste soprattutto in Italia, forse per le sue radici cattoliche, di riconoscere i meriti degli artisti solo dopo la morte. Come se la morte nobilitasse.
Sono inviperito per questa tendenza che esiste soprattutto in Italia, forse per le sue radici cattoliche, di riconoscere i meriti degli artisti solo dopo la morte. Come se la morte nobilitasse.
Mi hanno detto che sono bugiardo e hanno ragione. Infatti sono troppo bello per essere vero.
È opportuno che il malvagio venga punito, quanto lo è che il medico curi l’ammalato: ogni castigo, infatti, è una sorta di medicina. Di tutte le bestie selvagge, la più difficile da trattare. Ogni re deriva da una stirpe di schiavi ed ogni schiavo ha dei re tra i suoi antenati.
Quando non si ha niente da nascondere e si ha la coscienza pulita non c’è bisogno di abbassare lo sguardo o di dire cavolate, la lealtà, la sincerità, sono due cose di estrema importanza in ogni rapporto, se non le hai rischi di vivere la vita all’insegna della falsità e prima o poi la pagherai in qualche modo.
Siamo grandi sostenitori della verità, così impegnati a scovare menzogna che anche quando la verità bussa alla nostra porta, neanche ci scomodiamo a guardare dallo spioncino, il più delle volte fingiamo di non essere in casa.
La menzogna annienta. La verità, anche se dolorosa è simbolo di rispetto per l’uomo e la vita. La menzogna, quindi, uccide la verità.
Ogni essere è un Inno distrutto.