Patrizia Jenco – Sogno
Vorrei vivere di sogni per non dovermi confondere con la realtà.
Vorrei vivere di sogni per non dovermi confondere con la realtà.
Vedo cani che lottano, rissa leggiadra come danza. Si lanciano un osso, ci girano attorno e lo afferrano. Conosco i passi, ma non voglio giocare. Sono in disparte, li osservo snervata. Cresciuta con loro, ma nata gatto, non mi ci mischio. Idioti, meschini, son forse più lupi che cani. Alle spalle s’azzannano, ma, volpi, muso a muso fingono il nulla. Bravi attori, però, certo. Vien quasi il dubbio che stupidi lo siano davvero. Idioti, meschini, furbi? Cani, lupi, volpi? Non so. Ma Bastardi, oh sì. Questo sicuro.
Il mondo visibile non è più una realtà e il mondo invisibile non è più un sogno.
Preferisco sentirmi dire che vivo nel mondo delle favole, piuttosto che rinunciare a sognare.
La fantasia è un aquilone che si libra prepotente nel vento di una realtà grigia. Basta un pizzico di follia.
Questa notte ci troviamo allo stesso posto, alla stessa ora, nello stesso sogno, solo io e te. Ti va?
I sogni sono magie delicate. Con il passare del tempo diventano solo delle mere illusioni. Con poco si trasformano in orribili incubi, e basta davvero un niente a distruggerli.