Patrizia Luzi – Felicità
Ogni giorno si sfiora la felicità, ma se non l’afferriamo sarà un rimpianto per sempre.
Ogni giorno si sfiora la felicità, ma se non l’afferriamo sarà un rimpianto per sempre.
La felicità a tutti i costi non m’interessa; la trovo troppo asfissiante. Preferisco un poco di serenità. Una serenità costante, non la beatitudine.
Che cos’è la felicità? La felicità è difficile da esprimere a parole. La felicità è qualcosa che ti tocca dentro, qualcosa che ti riempie. La felicità può essere ad esempio quando ti senti amato, quando ti senti protetto, voluto. La felicità è stare bene con qualcuno. La felicità è quando ti brillano gli occhi, quando il mondo ti sorride. È facile da notare sullo sguardo di qualcuno. Una persona felice è raggiante, solare… felice! L’amore, l’amicizia, la famiglia possono renderti veramente felice. Ci sono diversi gradi di felicità. Felicita rare, che non capitano spesso, ma che ti cambiano la vita: la felicità di qualcuno nel giorno delle nozze, lo sguardo di un bambino appena nato che ti sorride gratuitamente. Felicità più comuni, che ti cambiano la giornata, come il sorriso di un amico dopo che l’hai aiutato. Felicità preziose, come quella che vedi riflessa sullo sguardo di un genitore orgoglioso del proprio figlio. La felicità è un qualcosa di unico… speciale!
Anche se la felicità non dimora nella vostra vita, spesso passa a farvi visita.
Molte volte è un bene che qualcuno ci scuota un po’. Evidenziando dove e perché sbagliamo. Ci serve per migliorare quei punti, che senza accorgercene incoscientemente e involontariamente sbagliavamo. E per questo io ringrazio tutti coloro che gentilmente ed educatamente mi fanno notare i miei sbagli. Perché sbaglio anch’io essendo un/a comune mortale come tanti. Li ammiro molto! Li stimo, perché con il loro fare “leale e autentico” riescono a tirare fuori il meglio di me. Grazie!
Non dirò mai addio ai miei sogni, potrebbero realizzarsi prima o poi.
Nessuno può comprendere la propria felicità del presente, se nel suo passato non ha avuto la stessa quota d’infelicità.