Patrizia Luzi – Stati d’Animo
Aspetto che, “mi” passi!
Aspetto che, “mi” passi!
Hanno cercato molte volte di mettermi a terra. Troppe volte a farmi sentire sbagliata e fuori posto. Bene, oggi ho capito che era solo una tattica loro per fare in modo che io mi mettessi in un angolo. Io in un angolo non ci sto più, adesso vado avanti e a chi non piaccio e non va bene può tranquillamente guardare altrove!
Vorrei dare parole di conforto alla gente, ma spesso non ne trovo nemmeno per me. Vorrei infondere in loro fiducia, ma è durissima anche per me averne ancora nel domani.
E mentre alcune persone riempiono la tua strada coi loro sassi. Gli alberi piangono e confezionano per te dei morbidi tappeti sui quali camminare.
Ho visto talmente tante facce nel mondo che non mi meraviglio più di niente. Ringrazio solo me stessa che nel mio piccolo, con i miei errori, le mie delusioni, i miei pianti ho imparato a riconoscerle. Ho imparato a difendermi e non dar credito loro, alle loro belle parole, alle finte promesse.
La fiducia? Anni per guadagnarla, secondi per distruggerla.
Questa scrittura mi miete addosso ecchimosi vistose. Le parole mi tagliano con la precisione di un chirurgo, mi cospargono, subito, di rosso e mi restano, poi, blu e viola a slabbrarmi i primi righi del mentale. Tendere a farmi suturare da consonanti faccendiere che si prodigano a rattoppare le ferite dei significati e dei destinatari mancati. Smagliature e solchi profondi nel tessuto labile di un’emozione recisa.