Paul Jean Toulet – Figli e bambini
I fanciulli sono continuamente ebbri: ebbri di vivere.
I fanciulli sono continuamente ebbri: ebbri di vivere.
La mia più grande emozione. Il sole della notte, la luna in un giorno, il profumo di latte e biscotti, di rose e cotone, il calore in uno sguardo, la vita nella tua manina. È mio figlio, e la vita mi parla di lui adesso.
Nella voce schietta dei bambini è racchiusa la poesia del Natale: dai loro canti scorre la bontà, che come fiume d’amore rompe gli argini della diffidenza, donando un frammento d’incanto anche a chi ha dimenticato il proprio candore.
Un giorno mi figlia mi chiese, Papà come si fa ad ascoltare il silenzio e cosa dice? Io restai zitto a guardarla, dopo un po’ lei mi disse, Papà allora come si fa?Sorridendo le risposi, Semplicemente così, come hai appena fatto. Allora lei un po’ pensierosa mi disse, ma non mi ha detto niente. Ti sbagli aggiunsi ti ha appena fatto capire che parlando non lo puoi più sentire…
Il cuore di un bambino è un limpido mare di poesia dove si può navigare senza paura di naufragi e dove l’unico vento che soffia è quello della verità.
Non esiste emolliente d’animo più efficace del sorriso di un bambino.
“Papà, ma tu quanti anni hai?”Ed io: “trentadue…””Trentadue!”