Paul Mehis – Destino
L’invidia dell’ostile destino si frantumò nel supremo incontro delle nostre labbra.
L’invidia dell’ostile destino si frantumò nel supremo incontro delle nostre labbra.
È già ridicolo tentare di dare un senso alla propria vita. Figurarsi tentare di darlo anche a quelle altrui!
Sì, una desolata panchina accoglie avidamente il mio corpo come a voler sottrarre il calore che lo ha invaso e non accarezzato… il piacere di una sigaretta, illusione di diletto, cerco di sfuggire dai punzecchi della pioggia che, agile e prepotente schiva le fronde di un triste pino.Mi sono chiesto da sempre perché funesto appare il luogo dei pini, forse a voler celare il vento che, sempre sfigura ogni tormento, ma in paradiso non c’è condizione se non l’umana commiserazione di buoni e cattivi lì giunti per miseri destini.
Guardo la mia vita da lontano, perché ho paura di quello che può capitare un domani.
Se sapessi il mio destino, sarei la persona più felice del mondo!
La nostra esistenza somiglia al sortilegio di una strega. Non sai quando ti bacerà la fortuna né quando ti si abbatterà addosso la disgrazia. L’unica concessione che avrai sarà quella di abituarti all’improvvisa ricchezza o rassegnarti all’improvviso dolore, ignorandone i tempi di durata.
Il destino e la giustizia hanno una cosa in comune: non esistono!