Paul Mehis – Morte
La miglior pubblicità è totalmente gratuita, ma ci costa una vita.
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É il destino dell’uomo, quello di morire una sola volta.
Se ho una necessità, ho una ragione di vita. La soddisfazione é la morte.
Non è la vita che ci spiace lasciare ma le cose che le danno un senso.
Il delitto non è l’ultima, ma la prima via d’uscita che ci si offre; spesso scaturisce da una mancanza di fantasia.
Chi non sa cos’è la vita, come può sapere cos’è la morte?
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.