Paul Mehis – Stati d’Animo
Sono uno dei fortunati che non ha mai versato lacrime per aver vissuto dei dolori, l’ho fatto per le gioie poi perse nel mio cammino…
Sono uno dei fortunati che non ha mai versato lacrime per aver vissuto dei dolori, l’ho fatto per le gioie poi perse nel mio cammino…
La serenità è un qualcosa che si degusta in bicchieri da 25 cl.
Alla gente non interessa sapere come stai. Basta che tu faccia stare bene loro.
Gli spiritosi si dividono in due tipologie: gli allegri e i tristi. Lo spiritoso allegro, probabilmente, è sempre stato tale e non ha bisogno di sentirsi dire di essere divertente, poiché sa già di esserlo. Lo spiritoso triste, invece, ha dovuto coltivare l’umorismo per puro spirito di sopravvivenza, un po’ per esternare i propri dispiaceri, un po’ per farsi tirare su, di tanto in tanto, da qualcuno in grado di entrare in empatia con i suoi sentimenti. Quando viene definito “simpatico” dagli altri, dopo una prima fase di soddisfazione illusoria, lo spiritoso triste si accorge di non aver ottenuto quel calore umano di cui avrebbe bisogno, essendo stato associato per errore all’altra categoria di spiritosi. In realtà, uno spiritoso triste non può accontentarsi soltanto di un semplice “ti trovo simpatico”.
La nobiltà dell’essere emerge tutta dalla copiosità delle sue lacrime.
Io sono miele per le tue labbra, petalo di rosa sotto le tue dita, ma, sono anche fuoco che devasta, pioggia che sommerge, animale indomabile, razza a parte. Io sono me stessa! Una creatura a sé!
Si può guardare con gli occhi, ma le cose veramente importanti, le ascolti con il cuore.