Enza Sallustio – Stati d’Animo
Cerco la solitudine, la solitudine del mio amore.
Cerco la solitudine, la solitudine del mio amore.
Le persone sofisticate non fanno per me, io amo la semplicità.
I sentimenti non germogliano mai per caso… loro erano seminati anche da prima e se qualcosa nella vita va male è solo perché nulla era destinato a crescere, ma a restare custodito per sempre nel cuore.
Chissà cosa sente la foglia che si stacca dal ramo, benché le sue nervature apparissero salde nell’innesto, invece, guardarsi morire la speranza del verde ed arrivare alla secchezza dell’arido, inquietante, malaticcio giallognolo e tentennare nella sospensione del refolo che, sadico, pone in prospettiva lo schianto, ma perpetua il senso del precipitare nella stasi della vertigine. Aspiriamo al nitore degli approdi, delle definizioni perentorie dei verbi nella coniugazione d’un passato prossimo che ci faccia chiudere gli occhi in segno di rassegnazione, evitando il gerundio della paura. Sta cadendo.
Io sono orgogliosa di me, perché nonostante il mio cuore è stato “ferito, maltrattato, usato” riesce ancora ad amare con la stessa intensità di sempre.
Si può guardare con gli occhi, ma le cose veramente importanti, le ascolti con il cuore.
Vorrei che qualcuno provocasse un terremoto di emozioni, così da far crollare tutto quello che ho vissuto per ricominciare a ricostruire.