Peppe Fazzina – Filosofia
Ci sono cose che uccidono più della morte.
Ci sono cose che uccidono più della morte.
La felicità e la gioia del momentoe non la devi cercare altrove,dal momento che lei vive in te.
Quanto più quelle scritture apparivano incongrue con le loro tradizioni e concezioni, tanto più dovevano forzarne l’interpretazione, per renderle più consone ai loro bisogni morali e culturali. Si consolidò così questa molteplice tradizione interpretativa, “falsificante” quanto altra mai, e che pure costituì quel plurimillenario esercizio intellettuale che affinò così straordinariamente le virtù logiche di noi europei. È una mia ipotesi: ma il cavillo può diventare sottigliezza, il puntiglio può diventare rigore, l’arbitrio può diventare inventività, l’astrazione può rovesciarsi in universale concretezza. Così, del resto, la retorica e l’euristica greca del V secolo a.c. fornirono le armi logiche alle grandi riflessioni di Platone e di Aristotele, che restano le fonti massime di tutta la riflessione filosofica di noi occidentali.
La luce nell’universo esiste ovunque qui e ora, si deve soltanto attendere che il tempo la conduca anche a noi.
I pensieri di cartavolano con un soffio di vento,ma si possono bruciare.Il cerino è la nostra mente.
L’uomo può ciò che deve e se dice non posso allora non vuole.
L’attesa è la luce che si cela nel buio.