Peter Handke – Sogno
Se si chiama sognare voler essere ciò che si è, allora voglio essere una sognatrice.
Se si chiama sognare voler essere ciò che si è, allora voglio essere una sognatrice.
Giorni rincorrono giorni aspettando sempre la luce nella notte. Gabbie dorate si aprono dando vita allo splendore dei sogni. La notte si illumina d’immenso.
E non darò mai più in custodia i miei sogni; troppe mani li hanno esposti al sole, offuscandoli e impedendo loro di brillare nella notte.
Meglio vivere un sogno, come quei palloncini colorati che fuggono di mano ai bimbi e volano alti nel cielo fino a scomparire, piuttosto che rimanere legati ad un filo e sgonfiarsi lentamente in una stanzetta buia.
Non c’era nessuna risposta, altro che quella che la vita dà a tutte le questioni più complicate. E la risposta è questa: bisogna vivere secondo le necessità della giornata, cioè, dimenticare. Dimenticare nel sogno non è più possibile, almeno finché venga la notte: impossibile ora tornare a quella musica che cantavano le donne-ampolle; dunque bisogna dimenticare nel sogno della vita.
Quei movimenti senza suono attraversano l’aria attraversano la terra e i suoi flussi attraversano ogni fessura che hanno intagliato nella linea e sogni di noi.
Lascia che ti parli dei miei sogni sepolti nel tempo… che tu hai riportato alla memoria.Lascia che ti parli dei sogni che si sono persi col tempo, confusi e storpiati nel silenzio.Sogno ad occhi aperti, puoi pensare che sia pazza… perché credo in ciò che sogno.