Philip K. Dick – Libri
Lei deve leggere e accettare il mio libro per il suo valore nominale, così come io accetto ciò che vedo.
Lei deve leggere e accettare il mio libro per il suo valore nominale, così come io accetto ciò che vedo.
Fin da bambina sapeva che la morte era un altro inizio.
Le biblioteche non si fanno, crescono.
Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.
I libri sono una cosa buona, ma sono un pallido surrogato della vita.
Non avrei potuto essere più disperatamente cieca se fossi stata innamorata. Ma è stata la vanità, non l’amore, che mi ha perduta.
La testa mi girava un po’ e lui mi teneva stretta la mano mentre mi parlava. Suoni confusi, ovattati, lontani mille miglia, solo a sfondo della scena principale. Il contesto sembrava quasi sparire per lasciarci lì, abili giocatori di chissà quale gioco poi.Il suo respiro mi arrivava caldo sfiorando il mio orecchio, parole leggere e perfette sulla punta dell’alcool. L’istinto. La fantasia. I profumi ci avvicinavano sempre di più…