Pierluigi Cavarra – Morte
La morte è la fine di un piccolissimo viaggio in una autostrada immensa.
La morte è la fine di un piccolissimo viaggio in una autostrada immensa.
Ti vestirai di nero per sfuggirle, piangerai le tue perdite in silenzio e ti aggrapperai alla speranza. Rincorrerai la vita, sapendo bene che la tua ora è arrivata, ma non lo saprai fin a quando il ticchettio dell’orologio ti avvertirà. D’altronde non l’hanno sconfitta i dittatori, che credevano di avere il mondo in mano, come puoi farcela tu? Tu non sei nessuno. Faresti meglio ad inginocchiarti uomo, perché la morte ha allungato le sue scheletriche braccia per afferrarti. Non potrai mai vincere una battaglia persa in partenza.
Dicono che chi è destinato a morire giovane, inconsciamente, in qualche modo lo sa, lo percepisce.
Il fuoco ha bisogno dell’aria per vivere. Invece la uccide. Dopo di che, muore.
Solo la morte può impedire a un uomo di tornare da colei che ama.
E ancora, danzava con la morte e non si rendeva conto che era la vita nel cerchio di fuoco, fuori dal perimetro della folle ragione.
L’unico buon motivo per morire è l’aver imparato a vivere.