Piero Ricca – Stati d’Animo
Ho la sensazione accresciuta di sentirmi una persona pericolosamente sana in un manicomio.
Ho la sensazione accresciuta di sentirmi una persona pericolosamente sana in un manicomio.
Scende inesorabilmente la pioggia. Già la pioggia. Come è strana..viene, si manifesta, e poi se ne va. Proprio come le persone: entrano nella tua vita, fanno di tutto per diventare importanti, e poi..puff..tutto d’un tratto scappano via. Però mentre dopo la pioggia si ha sempre il sole, dopo che veniamo lasciati, l’unica cosa che rimane è soltanto un cielo cupo.
Ho una solitudine così affollata da farne due. E tre. Una moltitudine di solitudini, come fossero uniformi speciali da indossare per ogni notte diversa, giorni senza stelle, nelle albe piegate e l’aria chiusa a doppia mandata e il respiro che non è mai chiave.
Non so neanche la motivazione del mio sfogo sul foglio: i miei sogni, le mie ambizioni e le mie prospettive non sono ben rinchiusi e custoditi dentro il cassetto ovvero il cosiddetto “sogno nel cassetto”, ma forse mi hanno già abbandonata nello stesso momento in cui ho sfiorato il loro cammino. Il mio sogno nel cassetto si è gettato via nel cassonetto.
Deve essere questo il mio più grande errore: nella vita accumulo, ma mai cancello… cose, persone, sono tutte lì… nella mia testa e nel mio cuore… ma come possono entrare cose e persone nuove… se non riesco a liberarmi di quelli che fanno parte del mio passato…? Nonostante la loro vastità… nel cuore e nella testa… non si può contenere tutto… si rischia di impazzire…Ed io sto impazzendo.
A volte, è come se dovessimo portare al limite la gioia e il dolore fino al punto di confonderli, per poterli poi mascherare consapevolmente con la parola “amore”.
Sono stanca di ricominciare. Vorrei soltanto finire l’opera dei miei giorni con serenità.