Rabindranath Tagore – Anima
Quando saraiquesta sorgente,quando incontreraiquest’acqua,quando riempiraiquesta brocca,quando irrigheraiquesto mondo,quando toglieraiquesta sete,allora mi potrò sedere.
Quando saraiquesta sorgente,quando incontreraiquest’acqua,quando riempiraiquesta brocca,quando irrigheraiquesto mondo,quando toglieraiquesta sete,allora mi potrò sedere.
Sono in pochi a guardare l’oltre della sensibilità dell’anima!
Troppo spesso usiamo le parole come lame affilate, quasi mai le usiamo come un velo, che sfiora e avvolge le anime spaesate.
Bisognerebbe ascoltare il “grido” della propria anima quando ci avvisa di stare attenti. Onde evitare di farci del male.
La malattia è il prezzo che l’anima paga per l’occupazione del corpo, come un inquilino…
Anche stasera la Luna e il Mar mi raccontano di te… Maliconica luna specchiata tra gli astri di un cielo cupo. Increspato Mare che ascolta il mio animo triste. Malinconici come il mio cuore, solo, preso dai ricordi dolci di un’amicizia suadente, ricordi celati da una facciata che non è la mia. I miei pernsieri, all’imbrunire, si fanno più intensi. Come all’imbrunire si faceva più intensa la mia voglia di incontrare il tuo sguardo… fosse anche per un’ultima vola. E un’ultima volta è stata. Ci saranno altre occasioni ma mai sarà come l’ultima volta. Come l’ultima carezza, come l’ultimo bacio sulla fronte. La fronte tua che tanti pensieri mi ha racconato e che qualcosa mi ha celato per la paura di essere rapita. Orbene tu mi rapisti molto di più. Mi rapisti una parte della mia anima e con te la terrai per sempre.
Ecco uno spiraglio di luce: non ti distrarre dall’ombra, seguilo!