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Raffaella Frese – Vita

C’è sempre un valido motivo per vivere la vita. Sempre. C’è la responsabilità delle proprie scelte! C’è l’affetto dei tuoi cari. C’è l’amore dei tuoi figli. C’è l’amicizia dei tuoi amici. Ma la cosa su cui dobbiamo riflettere è la realizzazione dei nostri desideri, dei nostri obbiettivi, delle nostre prospettive. Il miglioramento di noi stessi, per migliorarsi migliorare la qualità della vita; “oggi migliori di ieri e domani migliori di oggi”. Il raggiungimento e la conquista dei nostri sogni. Ecco un altro valido motivo per vivere la vita, sempre e comunque.

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    Dicono che la vita sia come un libro dove ogni giorno scriviamo nuove pagine, da aggiungere alla nostra storia. Se possibile io vorrei una matita invece di una penna (l’inchiostro non si cancella) e la possibilità di correggere la mia opera prima di mandarla in stampa.

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    Due parole. Giusto per uscire da un casino e infilarsi in un altro. Due parole, tipo “Ti amo”, dette controvoglia alla persona sbagliata o alla persona giusta che in quel momento non ne ha voglia. Due parole che possono pesare come due macigni rotti di cui ci si dimentica l’inevitabilità dei conseguenti sassolini. Due parole, le giuste due. Quelle che chiudono un discorso che non avrebbe meritato di essere stato aperto. Due parole per prendere le distanze dalle circostanze. Due parole per uscire da un tamponamento a catena, appiedato, e guarda un po’, solo sulle tue gambe. Il problema è che quelle due parole non escono mai al momento giusto. Ti tempestano i rimorsi e i rimpianti perché non sono state tempestive. Si ricomincia, signori, con poca sintesi e molta enfasi quando le due parole si moltiplicano. A questo punto, giustappunto, è meglio andare a capo. A capo di una situazione imbizzarrita ma non imbrigliabile. A capo e sul dorso di una vita che si rivela un cavallo di razza tanto più è incrociata. Un cavallo a un crocevia. Questa è la soluzione. Un cavallo piazzato improvvisamente spiazzato da tutte quelle croci che se ne vanno via. Due parole: “Vado via”. Mi correggo: “Forse torno”.