Robert Schumann – Musica
Io sempre ho cercato, in tutte le mie composizioni, di lumeggiare non soltanto una forma musicale ma anche un’idea.
Io sempre ho cercato, in tutte le mie composizioni, di lumeggiare non soltanto una forma musicale ma anche un’idea.
Non è la musica ad essere armonia. Segue ed è in equilibrio sull’armonia che la governa. Senza la legge non esisterebbe nemmeno la musica. Diventa cacofonia e squilibrio della natura quando il direttore d’orchestra monta in ira contro la legge matematica volendosene liberare, anzi cercando di far diventare la sua musica la legge, sostituendosi ad essa e sperando di diventare il padrone incontrastato, diventando la Legge. È questo che gli angeli e Dio compreso stanno cercando di fare, all’interno del mondo che li sostiene. Più ricchezza, più luce, obbedendo ai due lati della medaglia, due corna che rappresentano un Dio unico, sempre più carburante per il signore della dualità che così sta crepando. È crepata infatti, questa medaglia; più spirito immette e indossa per diventare potente, più la crepa si allarga. È chiaro il motivo. Le parole e la musica non possono andare contro la matematica, sperando che diventi vero quello che fa comodo. È una strada senza vie d’uscita. Il nemico che Dio e gli angeli odiano così tanto (ma credo che sia in realtà invidia) stava cercando di salvarli. Dalla dannazione eterna a cui li porterà le opere in cui sperano tanto. Se il male che compiono ha conseguenze gravi e devastanti sul mondo che vogliono dominare assassinando chi è meglio di loro per raddoppiarsi il potere, prendere più spirito attraverso la croce, diano pure la colpa a chi vogliono: questo risultato matematico che non possono controllare, continuerà ad aggravarsi finché cercheranno di cambiarlo sostituendosi alla Legge. Come possono pensare che una legge possa piegarsi al potere, e che se non lo fa è contro Dio? E come ha osato, Dio, credere che sbarazzarsi di quello vero lo farà diventare superiore alla Legge, alla matematica. Le conseguenze le subirà tutte. Non sarà la luce che ha in corpo a salvarlo e rafforzarlo. Se continua ad estrarla, ci resta secco nella vampata devastante dell’inferno che si sta guadagnando. Non avrà scampo, nemmeno vie d’uscita visto che se le sarà inglobate e assorbite, tutte per guadagnare più potere. Proprio il troppo che ha voluto… stroppia.
In questo periodo dove non posso godere della luce dei tuoi occhi scopro di ritrovarmi in una miriade di canzoni. E anche se non raccontano esattamente ciò che sto vivendo sono comunque storie che sono in qualche modo accomunate alla mia. Mi accorgo che di gente che soffre ce n’è davvero tanta, che di gente che scolpisce il suo bisogno di essere capita e rispettata in quelle note ne è pieno il mondo. Fortunatamente molte di queste canzoni portano con se anche la convinzione che da questa situazione si possa uscire e questo mi fa sperare. Perché è questo il più bel regalo della musica vera: la capacità di far sognare ancora le persone anche quando sono soffocate dall’arida realtà.
Sergej Vasil’evi Rachmaninov? Il più grande pianista russo di sempre. Sì, ma non basta. Il più grande compositore russo di sempre. Sì, ma non basta per raccontarlo. L’ultimo romantico in un mare di guai. Sì, è proprio lui.
Dicono che tu appartieni all’ultima persona a cui pensi prima di addormentarti. Allora io appartengo alla musica?
La musica, la medicina dell’anima.
In ogni singolo strumento, fosse anche il suono di un cucchiaio, strimpellato con sentimento e accordato con le frequenze del cuore, trovo un modo per non morire, un mondo diverso da raccontare, perché la vita è una musica nuova, che senza saperlo sappiamo suonare.