Roberto Garro – Televisione
Odio i reality che non hanno nulla di reale se non quelli che li guardano credendo che sia la realtà.
Odio i reality che non hanno nulla di reale se non quelli che li guardano credendo che sia la realtà.
Una delle cose più straordinarie del vedersi spesso in televisione è la possibilità di sognare se stessi in terza persona. Le persone normali non possono farlo. Quello che è terribilmente spaventoso, quando ci si sogna, è che, se ci allontaniamo, possiamo vedere la parte posteriore della nostra testa. Questa, naturalmente, è schizofrenia.
Guardo una rosa fiorita sulla sconfinata landa nevosa del silenzio.
Caso Marò. Gli italiani fanno gli indiani.
È il simbolo vivente del giornalismo televisivo. Il volto più noto dell’informazione alla Rai, dove del resto ha lavorato per 42 anni. Poi il diktat bulgaro, addì 18 aprile 2002, prontamente eseguito dall’apposito Agostino Saccà. Da allora Il Fatto, che da otto anni accompagnava gli italiani dopo il Tg1, il programma più visto della tv, che raccoglieva ogni sera quasi un terzo del pubblico, è scomparso. E, con esso, il suo conduttore. Ultima puntata, il 31 maggio 2002.
Che sarebbe la mia vita senza l’amore?Tanta noia e molta pace.
Credo che la cosa migliore sia andarsene con un pensiero felice, che ci faccia sorridere serenamente.