Roberto Gattulli – Filosofia
Si chiama Notte, quell’immenso mare nero, dove un poeta illustra l’infinito.
Si chiama Notte, quell’immenso mare nero, dove un poeta illustra l’infinito.
Se uno degli ascoltatori, non a scopo di contesa né per scherzare, ma seriamente dovesse rispondere, dopo aver riflettuto, a che cosa deve essere riferito questo nome, il “non essere”, in riferimento a che cosa e per quale oggetto noi crediamo che egli ne farebbe uso e che cosa indicherebbe a chi lo interroga? Ma questo almeno è chiaro, che il “non essere” non deve essere riferito a qualcuno degli enti. Ma noi diciamo che, se s’intende parlare correttamente, non bisogna definirlo né come unità né come molteplicità e neppure assolutamente chiamarlo con il “lo”, perché anche con questa espressione lo si designerebbe con una specie di unità.
Il giusto è privo in assoluto di turbamento, mentre l’ingiusto è ricolmo del turbamento più grande.
Le cose più belle che una persona possa dirti non sono le solite cose come…
Sai, quello che realmente siamo è invisibile: tu sei invisibile, io sono invisibile. Trova chi veramente sei, e troverai ciò che non perirà mai.
La vita è una storia collettiva che quando prende pieghe dolorose, mette in risalto la capacità degli stolti.
La Giustizia non macchina, non prende parte a giochi di potere, non ha aspirazioni se non se stessa, non si piega a simpatie, resta ferma nel buio senza forme e senza nomi dell’imparzialità.