Roberto Gervaso – Religione
L’italiano crede più nei santi che in Dio, anche perchè li ha più a portata di mano.
L’italiano crede più nei santi che in Dio, anche perchè li ha più a portata di mano.
Il signor Sempere credeva che Dio vivesse un po’, o molto, nei libri e per questo dedicò la propria vita a condividerli, a proteggerli e ad assicurarsi che le loro pagine, come i nostri ricordi e i nostri desideri, non andassero mai perdute, perché credeva, e fece credere anche a me, che finché fosse rimasta una sola persona al mondo capace di leggerli e di viverli, sarebbe restato un frammento di Dio o di vita.
Si arriva a credere nel bene solo dopo aver conosciuto il male.
Ci vuole fede per credere in Dio. Ce ne vuole di più per credere nel caso.
Viviamo la giornata secondo il volere di Dio; solo Egli sa provvedere ai nostri bisogni.
Grazie Gesù per il dono della fede; perché se non fosse per questa forza interiore che mi fa alzare dai miei crolli in sconfitte, paure, delusioni, solitudini, dolori, errori e molte altre cadute, avrei mollato tutto, anche la mia vita.
Dobbiamo saper vivere la speranza come dono cristiano.