Rolando Attanasio – Vita
Siamo naufraghi in un mare ignoto chiamato vita.
Siamo naufraghi in un mare ignoto chiamato vita.
Mi era stato detto di non cogliere le mele perché appartenevano non so bene a chi. Proprio per questo ne ho colta una e mi è piaciuto rubarla e l’ho addentata di nascosto e il sapore era così diverso dagli altri, così nuovo, quasi divino. E a quel punto, non so chi, mi ha detto che avrei partorito con dolore e che la mia vita non sarebbe stata facile, che avrei dovuto soffrire solo per mostrare la mia esistenza. E così è stato. Sempre in ombra, sempre comparsa, sempre figlia di un Dio minore. Strega, demonio e poi puttana: bruciata sui roghi dell’ignoranza, condannata da un credo cieco e deforme, additata da una società isolata nei sui limiti crudeli e abietti. E adesso sono qui, con la mia vita e con la mia mela in tasca che addento, ogni tanto e ogni morso è un passo avanti, ogni morso è una parte di me che esce fuori, con un sorriso. Firmato: una donna qualunque.
Vuoi una vita felice? Allora smettila di piangerti addosso e inizia a costruirtela. È l’unico modo per averla.
Non si deve ancorare una nave ad una sola àncora, né la vita ad una sola speranza.
Un detto dice, ama innanzitutto la vita. La felicità sarà la tua ricompensa. Io rispondo, ama il pensiero della felicità, e forse la vita ti amerà!
L’importante non è quel che si pensa, ma come lo si pensa.
Non è vero che siamo sempre liberi di decidere: sovente è una libertà apparente, crediamo di aver scelto ma in realtà era l’unica “direzione da percorrere” per non scagliarci contro un muro.