Sabina Patruno – Tristezza
Quando si sorride troppo, in realtà si nasconde tanta tristezza.
Quando si sorride troppo, in realtà si nasconde tanta tristezza.
Giorno per giorno mi accorgo di quanta ipocrisia si nota per ogni volto che mi passa dinanzi; di quanta falsità sono costretto a sopportare, specie da coloro i quali applicano un finto affetto e ti illudono dicendo: “ci tengo”, o strumentalizzano nel dire T. V. B., e infine di quante giraparole sento e quasi tocco con mano; non è solo purtroppo uno stato d’animo che ho, ma quasi un’agonia, un peso che mi tormenta e a volte mi porta ad assumere un’altra personalità, che non è mia, e che non mi appartiene. Guardiamoci dunque senza temere e deponiamo solo la fiducia in noi stessi.
Come scaglie affondavano nella mia pelle nuda. Gocce di pioggia penetravano nel profondo dell’anima. Dolenti. Erano lacrime trattenute. La natura quel giorno mi aveva capita, era la mia unica amica.
Un batter di ciglia… il sogno finisce… torna la dura realtà.
Ci uniamo al tuo profondo dolore,ma pur se la vita è un percorso pieno di croci e di dolorenon possiamo cedere alla morte del nostro cuore!Esso deve poter palpitare nel nome di quell’Amoreche sempre ci unirà al nostro caro.Gesù, sulla croce ha operato un miracoloper noi, per vincere la morte,facciamo sì che non sia morto invanoe nutriamo la speranza che ha voluto regalarciabbracciando con lui, fiducia e serenitànel passaggio verso una nuova vita più piena e più serenaove è bandito il dolore e l’Amore mai avrà fine.Un mondo dove ci ritroveremoed insieme a Lui avremo gioia e serenità immortali,una vita piena di luce e d’Amore:questo deve servire a te per superare le pene terrenee a noi per sapere che un’Amicaha trovato solidarietà in un momento difficile e conforto.
A te che dimostri gelosia, invidia e disprezzo per le persone felici o innamorate. Hai mai provato a pensare quanta sofferenza abbia preceduto quella felicità?
Lo stordimento del distacco era passato, ma il dolore mi colpiva all’improvviso, piegandomi in due e torturandomi il corpo di singhiozzi. “Dove sei?” Gridavo nella mia testa. “Dove sei andato?”. Ovviamente, non ebbi mai risposta.