Salomè Da Silva – Arte
Sopravvivere alla propria morte: uno dei miracoli del cinema.
Sopravvivere alla propria morte: uno dei miracoli del cinema.
L’arte è la dote delle doti; non vi è alcuno che non riponga in essa un significato di elevazione ad una condizione di estasi della materia sia essa organica o inorganica in cui vi è la contemplazione del “tutto e del nulla”; la vita.”L’arte è il prodotto della vita”.
Concentrando le inquietudini dell’universo, più o meno sconosciuto, che sistematicamente respinge ogni inserimento nella umana collettività, ho iniziato a dipingere per me stesso, col macroscopico egoismo che distingue il “genio”.
L’uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire.
Più’ studiamo l’arte e meno ci è cara la natura. L’arte ci rivela l’imprevidenza della natura, le sue strane crudeltà’, la sua straordinaria monotonia, la sua mancanza assoluta di decoro… Però è bene per noi che la natura sia così imperfetta, ché, in caso contrario non avremmo avuto l’arte. L’arte è la nostra fiera protesta, il nostro coraggioso sforzo per mettere la natura al suo posto. In quanto alla varietà’ infinita della natura diciamo che questa non è altro che un mito. La varietà’ non esiste nella natura, ma esiste nell’immaginazione, o nella fantasia, o nella voluta cecità’ dell’uomo che la contempla.
L’arte è la più intensa manifestazione d’individualismo che il mondo conosca.
Che cosa splendida è l’acquarello per esprimere l’atmosfera e la distanza, cosicché i personaggi sono come circondati dall’aria e sembrano poterla respirare.