Salvatore Salvax Calabrese – Vita
Cosa c’è più effimero della vita se non la vita stessa che sei costretto a vivere?
Cosa c’è più effimero della vita se non la vita stessa che sei costretto a vivere?
Fantasmi nella nebbia dei tempi,nebbia d’oblio, della dimenticanzanella scala a chiocciola della memoria.Ciottoli di tempo perduti lungo la stradadi ogni storia. Di me rimane solo un respiro,immobile, stanco, confuso, e quel leggerosenso di anima che vibra come le foglie al vento.
La schiettezza spesso ti mette al rogo, vengo arsa viva ogni giorno, ma tutte le volte rinasco più me stessa di prima.
Tieni stretto per mano il sogno finché puoi, perché al tuo risveglio l’unica cosa che ti rimarrà sarà la bocca amara e le labbra secche. Caffè grazie.
Stare insieme a me è un casino io e la noia non andiamo molto d’accordo.
Ho fame. Vegetali o carni fa lo stesso, devo poter sopravvivere.
Si dice che ognuno ha la sua croce. Ma non si dice che alcune croci sono troppo pesanti per chiunque da portare.