Sara Zarr – Figli e bambini
Domenica mi svegliai presto, nervosa per il mio primo giorno di lavoro. Rimasi sdraiata lì, cadendo nel sonno e risvegliandomi, quando mia madre entrò senza bussare.
Domenica mi svegliai presto, nervosa per il mio primo giorno di lavoro. Rimasi sdraiata lì, cadendo nel sonno e risvegliandomi, quando mia madre entrò senza bussare.
Ho 21 anni ma lunedì andrò a comperare l’Album delle Figurine Panini. Sarà il sedicesimo. E sognerò di vedere in cucina il portamonete di mia madre dove rubavo tutti gli spiccioli per comperare le figurine.
Provate a guardare un bimbo down negli occhi, troverete tanto amore in un corpo che non ne ha avuto.
Sono una mamma e non aspetto la festa della mamma per gioire, perché so che il regalo più bello, lo vivo ogni giorno “crescendo, educando, amando” i miei miei figli, che riempiono le mie giornate con il dono della loro presenza, con quell’amore etereo, eterno unico. Sono loro la felicità più grande che nessuna festa potrà eguagliare.
Se hai un figlio che soffre, tu non sei nessuno.
Un genitore non dovrebbe tornare bambino per crescere suo figlio. Ma dovrebbe soltanto preoccuparsi di crescerlo insegnandogli a saper fare il genitore responsabile quando quel figlio diventerà adulto.
Un bambino è un amore diventato visibile.