Sergio Micalone – Tristezza
Prima d’incontrarti… non ero. Adesso che sono… tu non ci sei.
Prima d’incontrarti… non ero. Adesso che sono… tu non ci sei.
Anche se io sembro la più forte e quella che più se ne frega, non è vero che non soffro, io mi sto difendendo.
La tristezza è il risultato finale della felicità.
Quanta sofferenza ci porta la vita. Difficoltà una dopo l’altra! Ostacoli in continuo aumento. Ma se demordiamo nell’affrontare tutto, cosa ci resta? Cosa ci rimane, se non l’insoddisfazioni di noi? Quindi, ribocchiamoci le maniche, senza perdere il filo logico di ciò che desideriamo e combattiamo per questo. Per noi, per la nostra famiglia. Combattiamo con la tenacia di chi non vuole mollare, con l’intelligenza e la saggezza di chi vuole rischiare e tentare di viverla bene questa vita; “affrontando e superando tutto” senza perdere mai la speranza!.
Ma non vivo, tiro avanti. Ho smesso di vivere da quando ho finito di sognare. La morte è arrivata anzitempo per me, non quella vera purtroppo che mi avrebbe sollevato, se non altro, dal soffrire come soffro, bensì quella che arriva in anticipo, la peggiore, la più sciagurata che ti costringe ad assistere di minuto in minuto al tuo disfacimento progressivo.
Il troppo bisogno d’amore fa fare degli errori madornali, tanto da non riuscire a distinguere una rosa da un escremento.
Tutta la tristezza e la solitudine che uno porta dentro prima o poi uscirà fuori… tra l’indifferenza delle persone che ci circondano… rendendolo ancora più solo…