Sergio Micalone – Tristezza
Prima d’incontrarti… non ero. Adesso che sono… tu non ci sei.
Prima d’incontrarti… non ero. Adesso che sono… tu non ci sei.
Ci uniamo al tuo profondo dolore,ma pur se la vita è un percorso pieno di croci e di dolorenon possiamo cedere alla morte del nostro cuore!Esso deve poter palpitare nel nome di quell’Amoreche sempre ci unirà al nostro caro.Gesù, sulla croce ha operato un miracoloper noi, per vincere la morte,facciamo sì che non sia morto invanoe nutriamo la speranza che ha voluto regalarciabbracciando con lui, fiducia e serenitànel passaggio verso una nuova vita più piena e più serenaove è bandito il dolore e l’Amore mai avrà fine.Un mondo dove ci ritroveremoed insieme a Lui avremo gioia e serenità immortali,una vita piena di luce e d’Amore:questo deve servire a te per superare le pene terrenee a noi per sapere che un’Amicaha trovato solidarietà in un momento difficile e conforto.
Oggi il mio dolore è così intenso, che credo che la felicità è una malattia e la tristezza è mia unica salute.
Perché voglio liberarmiDall’idea che non mi vuoie mi tuffo nell’immensoDella mia banalitàe va bene anche se ho persoe chi ha vinto non si sa.
Sono inciampata e ho vacillato mi sono aggrappata a “qualcosa” che credevo solido, sono andata avanti zoppicando finché sono nuovamente inciampata e caduta. Come una bambina ho pianto, ma non piangevo come una bambina, perché il dolore che sentivo era il mio cuore di adulta andare in pezzi, frantumato dalla mia stessa vita che sembrava non appartenermi più. Consolavo quel frenetico battito accarezzandolo cercando nelle pieghe della mia mente qualcosa che sapesse di buono. Quanto amaro in bocca! Ho maledetto e leccato le mie lacrime, ognuna una ferita a solcarmi l’anima di sale, le mie spalle come ali impazzite cercavano di spiccare il volo per respirare, per andare lontano con il pensiero. Qualcosa di buono! Strisciando verso il fondo mi sono spogliata della mia corazza, forse fasulla, non sono io il centro del mio mondo. Qualcosa di buono, ed eccolo! Un viso, i miei stessi occhi, la parte migliore di me. La continuità della mia vita.
Sono veramente pochi i giorni in cui riesco a sorridere, gli altri sono pieni di nostalgia e lacrime. Non voglio apparire come una vittima, quindi spesso nascondo il mio umore anche alle persone più care, nemmeno loro capirebbero non lo capisco nemmeno io, so soltanto che non li cerco, arrivano come i temporali e mi travolgono, e a me non rimane che sperare che passino il prima possibile.
Passerà la nostalgia per un passato che non ritorna più, passerà il rimpianto per quel che avrebbe potuto essere ma non è stato, passerà…