Silvana Stremiz – Desiderio
Quello che avrei voluto avrebbe potuto se solo anche tu avessi voluto.
Quello che avrei voluto avrebbe potuto se solo anche tu avessi voluto.
I desideri sono infiniti come i fili d’erba del prato.
Voglio tornare a sfiorare le ali delle farfalle, invidiare la loro bellezza e il loro spirito libero; voglio tornare a correre spensieratamente per i prati e sentire la dolcezza dell’erba che accarezza le mie gambe nude e la brutalità dell’ortica che le punge; voglio poter gioire nel vedere il primo fiore di primavera colorare uno spazio privo di luce; voglio cantare a squarciagola finché la mia musica non verrà udita da tutti e la mia voce non svanirà; voglio poter agire senza curarmi delle considerazioni altrui ed esprimere i miei pensieri senza ascoltare alcuna obiezione; vorrei che la notte fosse infinita in modo che l’oscurità celi ogni cosa e spinga anche i vili a trovare il coraggio di ricercarla per sopravvivere e che la luce diurna non splenda abbastanza per rivelare tutti i misteri del mondo risparmiando all’uomo la fatica di combattere incessantemente per scovarli.
Non so dirti se in peggio o in meglio ma so che niente sarà uguale…
Molti cercano di avere ragione nascondendosi dietro una porta chiusa.
Il potere annebbia la vista.
Si può essere soli fra mille persone e non sentirsi soli in un deserto.