Silvana Stremiz – Figli e bambini
Il primo traguardo, è quel pianto disperato, del tuo primo respiro.
Il primo traguardo, è quel pianto disperato, del tuo primo respiro.
Chi sbaglia spesso non vuole ammetterlo e preferisce fuggire, perché non in grado di affrontare la realtà. Ma da essa non potrà mai nascondersi.Forse allora vale la pena di armarsi di un po’ di umiltà e chiedere scusa, invece di nascondersi dietro ai propri errori.
Ho voglia di vedere tutto con gli occhi di un bambino. Con quella ingenuità, quella purezza di chi si affaccia al mondo e scopre le sue meraviglie. E invece vedo solo il marcio, e anche lo sguardo di un bambino non mi intenerisce più. Non mi smuove animo di pace, ma anzi acuisce un dolore che non so spiegare fino in fondo. I bambini sono il nostro futuro. E io non vedo futuro. Siamo soli, e siamo gli ultimi. Finalmente.
Gioie e dolori si alternano, tenendosi spesso per mano nel compiersi della nostra vita. Sta a noi abbracciare con i ricordi i momenti che ci hanno accarezzato il cuore.
Ogni giorno si può diventare padri o non esserlo mai pur avendo un figlio.
Può una mamma, per troppo amore, sperare nella morte di un figlio drogato ed irrecuperabile, piuttosto che vederlo soffrire per tutta la vita? La disperazione non ha limiti.
Non c’è morfina che possa addormentare il dolore “del cuore”.