Silvana Stremiz – Filosofia
Non bisognerebbe mai “interrogare” l’indifferenza.
Non bisognerebbe mai “interrogare” l’indifferenza.
Se guardiamo le atrocità di questo mondo. Credere diventa davvero difficile.
I gesti danno sostanza alle parole.
Solo gli animali più acuti e attivi sono capaci di provare noia. Un tema per un grande poeta sarebbe la noia di Dio il settimo giorno della creazione.
Spesso crediamo di essere importanti nella vita di chi amiamo. Ne siamo convinti anche quando sbattiamo la testa contro l’amara realtà dell’indifferenza. Anche mentre ci avvolge il freddo della consapevolezza del niente. Ci crediamo per bisogno perché diversamente potrebbe fermarsi il respiro. Ma alla fine non è forse meglio sentire il respiro fermarsi che intossicarsi con il fumo di un’illusione?
La solitudine non è quello che si prova a stare solo in una stanza, quello è solamente restare da soli, ma è il vuoto che c’è dentro di noi.
L’Etica laica, dopo aver messo sullo sfondo Dio e l’imperscrutabilità delle intezioni umane, formulò con Kant quel principio secondo cui “L’uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo”. È questo un principio che ancora attende di essere attuato, se è vero che oggi le merci e i beni hanno una possibilità di circolazione ben superioe a quella degli uomini, e gli uomini nei vari paesi sono accolti solo se produttori di servizi di beni e di merci…