Silvana Stremiz – Morte
È facile condanare l’eutanasia, quando la vita non è la nostra.
È facile condanare l’eutanasia, quando la vita non è la nostra.
Possiamo pensare alla persona umana – che è l’unico tipo di persona che conosciamo – come un’onda che si alza e si abbassa, o a una bolla che si forma e poi scoppia, sulla superficie del “mare immortale”. Come un’onda o una bolla, la persona umana è effimera.La persona, che vive e muore in un organismo psicosomatico su questo pianeta, potrebbe essere una manifestazione dell’eterna realtà spirituale.
La filosofia aiuta a vivere insegnando a morire.
Non aver paura della morte… Fa meno male della vita!
Se devo morire, andrò incontro alla morte come ad una sposa e la stringerò fra le mie braccia.
E qui, fra tanta ipocrisia, decido di morire prima che questa decida di uccidermi.
Vorrei che questa tecnologia così evoluta potesse mettermi ancora in contatto con voi nonni, non sentire più quel dolore che l’immensa perdita mi ha regalato.Per farvi sapere come sto che faccio con chi sono. Soffro, mi mancate.