Omero – Morte
Anch’io così, se egual destino m’è preparato, giaccerà morto, ma adesso voglio aver nobil gloria.
Anch’io così, se egual destino m’è preparato, giaccerà morto, ma adesso voglio aver nobil gloria.
Dopo la morte ci aspetta il nostro destino: nulla o infinito?
Al serrar degli occhi si saldano i conti.
Per me si va nella città dolente, per me si va nell’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente.
Quando morirò, lascerò un vuoto incolmabile nella mia esistenza.
Dopo la morte dello scrittore, leggere il suo diario è come ricevere una lunga lettera.
Parlate di noi giovani, ci condannate, ma non sapete che per un amico che muore, siamo capaci di piangere su i nostri jeans strappati e dietro ai nostri capelli lunghi sappiamo ricordarlo. Noi non abbiamo paura di morire, perché sappiamo che qualcuno piangerà per noi, i nostri amici sbandati e non di certo voi, persone civili che non avete nemmeno il tempo di piangere.